Il progetto ha origine da un concorso per la ristrutturazione di un attico in un edificio dei primi del Novecento nei pressi di Villa Torlonia a Roma. L’appartamento è destinato a foresteria di rappresentanza dell’associazione nazionale italiana dei costruttori edili ed il progetto ha risposto all’esigenza di una chiara distinzione tra le aree “pubbliche” e quelle private della casa per assolvere alla funzione sia di residenza privata che sede di riunioni e incontri. Gli spazi interni di circa 140 mq e quelli esterni di 160 mq, originariamente suddivisi in tre distinte unità, sono stati accorpati e riorganizzati. Il progetto ha affrontato le complessità della copertura a falde esistente e dei soffitti ribassati. Le soluzioni adottate hanno reso la zona pubblica di rappresentanza il più possibile fluida e continua, liberando lo spazio per offrire una visione unitaria e completa della copertura e della pavimentazione. Un’unica partizione scorrevole in ferro e vetro funziona da filtro, consentendo di chiudere una parte dello spazio per ospitare la sala da pranzo/riunioni quando necessario. La zona notte e di servizio è invece caratterizzata da uno spazio più frammentario. Qui le falde di copertura sono state rimodellate per regolarizzare i volumi delle stanze. Le opere hanno interessato anche la terrazza panoramica che è stata valorizzata con un accurato progetto del verde e nel chiaro intento di rendere gli spazi esterni una prosecuzione di quelli interni. La selezione delle finiture riflette, attraverso l’espressività materica, il ruolo dell’Associazione. A tal fine sono stati impiegati materiali naturali, superfici grezze, pietre e microcementi. Questi materiali, combinati con arredi su misura in falegnameria e ferro, coniugano l’estetica minimalista e la purezza delle forme e della materia.
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